Visualizzazione post con etichetta architettura. Mostra tutti i post

Una macchina per la plasticità




La stampante D-Shape all'opera (fonte)

D-Shape è una stampante 3D che permette di modellare elementi in scala 1:1 utilizzando semplice sabbia e un secondo componente inorganico ed ecocompatibile che fa solidificare la sabbia o un materiale granulare con le stesse caratteristiche.
La stampante 3D è composta da una struttura reticolare in alluminio e 300 ugelli che estrudono il materiale.
Gli oggetti stampati possono essere blocchi interi o elementi trasportabili e assemblabili in una seconda sede.
Il progetto dell'innovativa macchina è di un italiano, Enrico Dini.

Link azienda: D-Shape

La plasticità nell'architettura, nell'arte e nel design: link utili.




Zaha Hadid - Heydar Aliyev Center (fonte)

Il centro culturale Heydar Aliyev è un complesso culturale situato a Baku, in Azerbaigianed è stato progettato dall'architetto britannico-iracheno Zaha Hadid.
Il centro culturale Heydar Aliyev rappresenta una forma fluida che emerge dalla piegatura della topografia naturale del paesaggio e dell'avvolgimento delle singole funzioni. Tutte le funzioni del centro, uniti agli ingressi, sono rappresentate da pieghe in un'unica superficie continua. Questa forma fluida dà la possibilità di collegare vari spazi culturali e allo stesso tempo, fornisce una propria identità e privacy ad ogni elemento. 
Come si ripiega all'interno, la pelle erode via per diventare un elemento del paesaggio interno del centro culturale.

Link: Sito dell'architetto

JANSJÖ Lampada da lavoro a LED IKEA Puoi orientare facilmente la luce dove vuoi grazie al braccio e alla testa regolabili della lampada.
Ikea - JANSJÖ (fonte)

La JANSJÖ è una lampada da lavoro a LED prodotta dall'azienda IKEA e commercializzata nei colori bianco e nero ed è possibile orientare facilmente la luce dove si vuole grazie al braccio e alla testa regolabili della lampada.


volume

Yasuaki Onishi - Reverse of volume RG (fonte)

L'artista giapponese Yasuaki Onishi ha realizzato la sua installazione con la tecnica del “casting the invisible”: appoggia il grande telo su una pila di cartoni, lascia che le fibre sintetiche prendano la forma frastagliata e spigolosa delle scatole e poi le rimuove. L’artista, in questo modo, rovescia il senso della scultura come “forma fatta di materia”: la sua opera d’arte è una riflessione sulla natura dello spazio “in negativo” e del vuoto.
L'opera è realizzata in fibra sintetica traslucida e colla a caldo nera che scende dal soffitto della stanza della sala senza toccare il pavimento ed è stata commissionata dalla Rice Gallery di Houston per l'apertura ufficiale dell'Asia Society Texas Center.